Al circolo neofascista Terra dei Padri le “Onlus” di Casapound al centro di inchieste su traffici internazionali

Che il neofascismo usi l’associazionismo come un’ariete per legittimarsi nella società è un fatto arcinoto: da Lealtà Azione a Casapound è pieno di “onlus”, “volontariato” e “aiuti” di certo non trasparenti con lo scopo di accumulare denaro e agibilità.

A Terra dei Padri, che a turno è ribelle e a favore dell’ordine e dei buoni sentimenti, presenteranno sabato 2 febbraio un progetto di Casapound – nascosto dietro l’etichetta di Solid onlus – sulla “questione Karen”, un’etnia minoritaria che in Birmania è sottoposta a pesanti discriminazioni e presentata come la “minoranza cristiana” del Myanmar (peccato che solo il 20% dei karen sia cristiano, a fianco di una maggiorana buddhista (https://it.wikipedia.org/wiki/Karen_(etnia) ).

L’appellarla come cristiana ha lo scopo di motivare la presenza di gruppi neofascisti in quell’area del mondo, ovvero il confine fra la Birmania e la Thailandia, spesso al centro di traffici di armi, droga e mercenari.

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Reggio Emilia è antifascista: note su CasaPound

La prefettura li accoglie, il comune gli concede spazi, la questura li protegge e i giornalisti li coccolano.
È solo grazie a queste complicità che CasaPound, nella giornata di ieri, è riuscita ad organizzare, in totale silenzio per il timore di contestazioni, un banchetto elettorale a Reggio Emilia.
Evidentemente nella città dove si sta svolgendo il più grande processo per mafia del nord molti dimenticano o, peggio, fanno finta di dimenticare chi sono realmente i “bravi ragazzi” di CasaPound, fascisti del terzo millennio.

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